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Murta
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mwgaMurta è una mwgqfrazione del comune di mwggGenova; situata in collina sul versante destro della mwgwval Polcevera, amministrativamente fa parte dell'unità urbanistica di mwhaBolzaneto, ed è quindi compresa nel mwhqMunicipio V Valpolcevera.
L'abitato, situato interamente in collina, è composto da un nucleo centrale, comprendente anche la mwhwchiesa parrocchiale di San Martino, sul crinale che scende verso il Polcevera dividendo la valle del torrente Trasta da quella del torrente Molinassi, da alcuni gruppi di case rurali sparsi sul territorio circostante e da numerose villette distribuite sul versante della collina che scende verso la sponda destra del mwiatorrente Polcevera.
Contents
• Località
• Storia
• Eventi
• Economia
• Strade
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Murta oggi non costituisce un'entità amministrativa autonoma, essendo parte integrante dell'unità urbanistica di Bolzaneto. Il suo territorio, storicamente identificato con l'area sottoposta alla giurisdizione ecclesiastica della mwlqparrocchia di San Martinocite-ref-3[3] comprendeva in passato la zona a ponente del mwmgtorrente Polcevera delimitata a nord dai torrenti Molinassicite-ref-4[4] e Burba e a sud dal torrente Trasta, mentre ad est, superata la dorsale montuosa detta Rocca dei Corvi, culminante con il monte Teiolo (660 m s.l.m.), si estendeva anche su parte della valle del rio Cassinelle (affluente del mwnwChiaravagna), dove esistevano dei prati da foraggio utilizzati dai contadini murtesi e la mwoaminiera di monte Ramazzo, abbandonata intorno alla metà dell'Ottocento.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8].
Il territorio di Murta, un tempo assai vasto, fu ridotto nel corso del mwsgNovecento, quando alcune zone furono assegnate ai quartieri di Sestri Ponente (la già citata area nell'alta valle del Chiaravagna) e mwswRivarolo (parte collinare della località di mwtaTrasta). Anche dal punto di vista della ripartizione ecclesiastica il territorio della parrocchia di San Martino di Murta fu ridimensionato quando furono create le nuove parrocchie di mwtqNostra Signora dell'Aiuto a mwtgTrasta (1927), del mwtwSS. Nome di Gesù a Geo di mwuaCeranesi (1936), mwuqS. Maria Assunta al Serro (1961) e soprattutto mwugSan Francesco alla Chiappetta di Bolzaneto (1961), alla quale fu assegnata la zona della collina di Murta compresa tra la sponda destra del Polcevera e la linea ferroviaria "succursale" Milano-Genovacite-ref-9[9].
Attualmente è identificata con Murta la parte superiore dell'area collinare, comprendente il nucleo principale del paese, attorno alla chiesa, e i numerosi gruppi di case sparse che si trovano a monte.
Geografia antropica
Le abitazioni, oltre che sul crinale della collina, sono concentrate sul versante affacciato sul Polcevera, dove sorgono la maggior parte degli antichi palazzi di villa e numerose villette sorte nell'ultimo secolo, e sul versante a sud, alla sinistra del torrente Trasta. Il versante a nord, solcato dal rio Carpinello, affluente del Molinassi, è meno popolato, sia per l'esposizione meno favorevole che per la ripidità dei pendii; un tempo vi si trovavano numerosi mwwgmulini, alcuni dei quali oggi trasformati in abitazioni.
Lo sviluppo residenziale della collina di Murta è proseguito ininterrottamente fino ad oggi, sia con ristrutturazioni delle antiche dimore, sia con nuove costruzioni, generalmente ben inserite nel contesto ambientale della collina; localmente è stata invece assai criticata, nei primi mwyaanni 2000, la costruzione di alcune moderne villette, sia per l'impatto ambientale, sia per lo stile architettonico, del tutto estraneo a quello delle abitazioni circostanti.cite-ref-polcevera-blogspot-com-10-0[10]
Località
I numerosi gruppi di case sparsi sui versanti della collina di Murta e sul monte soprastante sono identificati localmente con propri toponimi, generalmente riferiti a specie vegetali, come del resto lo stesso centro principale, oppure ai nomi o soprannomi degli antichi proprietari. Nell'attuale toponomastica i nomi di queste località sono assegnati alle antiche creuze o alle strade carrozzabili che conducono questi piccoli borghi. Tra i tanti si possono citare i toponimi Battigalli, Carpinello, Molinassi, Pero e Ronco sul versante nord della collina, Ceriotti, Favale, Gazzo, Nonneto e Sexa sul versante a sud, Zucchero (sùcou) sul versante ovest, Figale, Lastrico, Monterosso e Pino sul versante ad est, affacciato sul Polcevera.
Origini del nome
Storia
Le origini
Anche se i primi documenti storici risalgono al mweaXII secolo, le origini di Murta sono molto più antiche e sono riconducibili alla presenza di un ramo viario, collaterale alla mweqvia Postumia, che transitava per il colle di Murta diretto verso i valichi appenninici. A conferma dell'esistenza di questa antica via commerciale, il mwegPersogliocite-ref-12[12] riporta di ritrovamenti di antichi oggetti, tra cui una punta di mwfwfreccia, un mwgaferro di cavallo e parti di un mwgqcontenitore vinario del tipo usato dagli mwggantichi romani.cite-ref-persoglio-13-0[13]
Il Medioevo
Il paese è citato per la prima volta nel 1143, quando la chiesa, dedicata a mwiqSan Martino venne indicata sul "Registro della Curia Arcivescovile" di Genova (voluto dall'mwigarcivescovo mwiwSiro II) come sede di una mwjacappella dipendente dalla mwjqpieve di Rivarolo. Altre notizie, riferite a vendite di terreni, si trovano in atti notarili a partire dal 1180. Questi documenti attestano che tra il mwjgXII e il mwjwXIII secolo il territorio di Murta era popolato e coltivato in maniera remunerativa e che varie congregazioni religiose vi possedevano terreni.cite-ref-persoglio-13-1[13]
Alcuni murtesi nel 1284 parteciparono alle guerre tra Genovesi e Pisani, culminate con la mwlqbattaglia della Meloria. A ricordo di questo avvenimento per lungo tempo, appese al muro della chiesa, rimasero due anelli della mwlgcatena che chiudeva l'accesso al porto di Pisa, confiscata dai Genovesi come bottino di guerra. Questi oggetti furono poi trafugati dagli austriaci durante l'occupazione del 1747cite-ref-persoglio-13-2[13] (una copia è conservata ancora oggi nei locali attigui alla chiesa parrocchiale).
Nel mwnaMedioevo ebbe notevole rilevanza nella vita politica genovese la famiglia "de Murta" (o "da Murta"), originaria della località Gazzo, diversi esponenti della quale tra il mwnqXII e il mwngXIV secolo ricoprirono importanti cariche della mwnwRepubblica di Genova. Il più noto di questi personaggi fu mwoaGiovanni da Murta, secondo mwoqDoge della Repubblica di Genova, in carica dal 1345 al 1350; Amico de Murta nel 1105 fu il primo mwogconsole de' placiti ed un altro Amico de Murta, anch'egli console de' placiti nel 1161, svolse nel 1169 e nel 1171 missioni diplomatiche presso la corte dell'mwowimperatore di Costantinopoli mwpaEmanuele Comneno.cite-ref-14[14] Il Persoglio cita i nomi di altri notabili di questa famiglia, della quale non si hanno più notizie a partire dal mwqqSeicento.
La guerra del 1746-1747
Come tutto il Genovesato, nel mwraSettecento il paese fu coinvolto nella mwrqguerra di successione austriaca e subì una prima occupazione nel 1746 quando un esercito austro-piemontese, al comando del generale mwrgBotta Adorno, arrivò fino a Genova, da dove fu cacciato in seguito mwrwall'insurrezione popolare del dicembre 1746, che prese avvio con il leggendario episodio del mwsaBalilla. Nel settembre del 1746 a Murta i soldati austriaci distrussero la mwsqcanonica e depredarono la chiesa.
Nel tentativo di occupare nuovamente la città, l'esercito austriaco l'anno seguente pose un lungo mwswassedio a Genova, occupando la val Polcevera e la mwtaval Bisagno. Questa volta l'occupazione, durata dall'11 aprile al 19 luglio 1747, ebbe effetti ancor più devastanti sui vari paesi coinvolti. Il comandante austriaco, il generale Schulemberg, pose il proprio quartier generale nella villa Bonarota (villa Clorinda) nell'attesa, rivelatasi poi vana, di riconquistare Genova. Le sue truppe si accamparono nella zona pianeggiante ai piedi della collina, sulle sponde del Polcevera, difesi, insieme alle munizioni e alle vettovaglie, da una batteria di cannoni collocata sulla piazza del palazzo; i soldati, assetati di bottino, saccheggiarono e devastarono tutto il paese. La chiesa fu spogliata di tutti gli arredi e gravemente danneggiata (furono salvati solo alcuni dei dipinti e degli arredi più preziosi, trasferiti al sicuro a Genova nell'imminenza dell'arrivo degli invasori).
Dal saccheggio non si salvarono neppure case private, campi e vigneti, soprattutto durante le concitate fasi della ritirata degli invasori, all'inizio di luglio del 1747, quando i soldati, resi furiosi dalla sconfitta, sfogarono la loro rabbia sulla popolazione. Il Persoglio scrive che in conseguenza dell'occupazione morirono 350 persone, alcune a causa di scontri armati con gli invasori, ma la maggior parte per gli stenti e le privazioni patite in quei tragici mesi; ben 72 case di contadini, costruite in legno, furono incendiate, ma anche quelle in muratura subirono gravi danni dopo essere state saccheggiate. Il parroco del tempo, don Pratolongo, lasciò negli archivi parrocchiali una dettagliata relazione sugli avvenimenti di quei mesi e sui danni subiti dalla chiesa. Subito dopo la partenza degli invasori, il 19 luglio 1747, si diede immediatamente mano alle riparazioni più urgenti.cite-ref-persoglio-13-3[13]
La Repubblica Ligure
Nel 1797 la discesa dell'esercito napoleonico determinò il passaggio della Liguria sotto il controllo francese; con i nuovi ordinamenti dal 1798 Murta entrò a far parte del comune di Rivarolo. Quello stesso anno nella località Crocetta, poco distante dalla chiesa, fu innalzato l'mwvaalbero della libertà, simbolo del nuovo regime, ed organizzate feste "popolari". Il parroco del tempo, don Marchese, arrestato per aver rifiutato di prendervi parte e condotto dapprima nelle carceri di mwvqAlessandria e poi confinato a mwvgNovi, poté tornare a Murta solo due anni dopo. Il Persoglio scrive che mwvw"il popolo, preteso di Murta, ma venutovi da Rivarolo, vi facea la ridda (rionda) intorno, dopo avere fatto all'aperto un pranzo democratico. Il mwwaPrevosto Marchese dovette partir per l'mwwqesiglio per aver ricusato di prendere parte a quelle orgie anticristiane e alzata la voce contro la profanazione delle bandiere rivoluzionarie entrate in chiesa."cite-ref-persoglio-13-4[13] Questa affermazione, anche se può apparire viziata dal pensiero dell'autore, fiero avversario di tutte le mwxgideologie anticlericali, appare realistica considerando che i murtesi, al pari della maggior parte dei valligiani polceveraschi, si mostrarono estranei alle nuove idee rivoluzionarie, che mettevano in discussione il loro consolidato attaccamento alle tradizioni.cite-ref-lamponi-15-0[15].
Dall'Ottocento ai giorni nostri
Tra il 1848 e il 1853, i lavori per l'apertura della nuova mwzqlinea ferroviaria Genova-Torino, con la costruzione dell'argine e la deviazione del corso del Polcevera, comportarono la separazione tra Murta e il borgo della Chiappetta, con l'antico mwzgconvento di San Francesco, fino ad allora ultima propaggine della collina sulla riva del torrente. A seguito dei lavori la Chiappetta venne a trovarsi sulla sponda opposta del torrente e di fatto incorporata nell'abitato di Bolzaneto, che andava espandendosi sul vecchio greto del Polcevera.
Nel 1854, dopo che l'anno precedente era stata aperta la nuova linea ferroviaria, fu inaugurata anche la mw0astazione di Bolzaneto, che migliorando l'accessibilità da Genova, favorì lo sviluppo delle case di villeggiatura sulla collina di Murta. Il paese, già da secoli meta delle vacanze delle famiglie patrizie genovesi, divenne una delle mete privilegiate di numerose famiglie della borghesia ottocentesca, che vi costruirono le loro residenze estive. Nota il Persoglio che se "mw0qprima del 1833 gli appartamenti per villeggiatura forse non arrivavano ad una trentina, oggi (1873, ndr) passano i centocinquanta".cite-ref-persoglio-13-5[13] Queste case di villeggiatura per la maggior parte sono ancora esistenti e sono divenute eleganti residenze, affiancate anche da moderni villini.
Nel mw1w1869 il paese, fino ad allora frazione del comune di mw2aRivarolo, su richiesta degli stessi abitanti, fu aggregato al comune di Bolzanetocite-ref-16[16] (che poi nel 1926 insieme ad altri 18 comuni è confluito nella mw3qGrande Genova).
Negli ultimi decenni dell'Ottocento fu realizzata la carrozzabile fino alla chiesa, con inizio dal nuovo ponte di S. Francesco, che consentiva a pedoni e veicoli di attraversare il Polcevera in tutta sicurezza in ogni stagione.
Murta, nel 1922, fu il primo paese in Liguria ad inaugurare un monumento per commemorare i 53 concittadini caduti nella mw4aprima guerra mondiale. L'inaugurazione del monumento marmoreo, opera di E. Paggiani, avvenne il 5 novembre 1922, con un gran concorso di folla.cite-ref-lamponi-15-1[15]
Il paese non è stato direttamente interessato dallo sviluppo industriale che ha riguardato le aree di fondovalle. Oggi è quasi esclusivamente un centro residenziale, i cui abitanti per la maggior parte lavorano in aziende della Val Polcevera e di Genova. Dell'antica economia agricola restano intorno alle case piccoli orti e vigneti, coltivati dai residenti soprattutto ad uso personale.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di San Martino di Murta
Le prime notizie della chiesa di Murta, dedicata a mw8wSan Martino di Tours, risalgono al 1143, quando viene citata nel Registro Arcivescovile come dipendenza della mw9apieve di Rivarolo, ma le sue origini sono ritenute assai più antiche.cite-ref-lamponi-15-2[15]
mw-gParrocchiale dal 1202, fu completamente ricostruita all'inizio del mw-wSettecento su quella preesistente. Nel 1747, durante la guerra di successione austriaca subì danni gravissimi e la spoliazione di tutti gli arredi. La ricostruzione fu completata nel 1770; l'interno, ad una mw-anavata, è in stile mw-qbarocco, con mw-gaffreschi e stucchi dorati. Pregevoli tele del Seicento e del Settecento adornano l'mw-wabside e i sei mwaqaaltari laterali.
Il dipinto di maggior pregio conservato nella chiesa è l'mwaqiancona di San Martino, attribuita al pittore mwaqmfiammingo mwaqqAntoon van Dyck. Il quadro fu salvato dal saccheggio del 1747, essendo stato messo al sicuro a Genova.
La "rûe"
In passato fu celebre una grandiosa mwaqcrovere (in ligure "rûe") plurisecolare piantata accanto alla chiesa, che costituiva un importante punto di riferimento per la comunità. Questa quercia era una delle due che furono piantate sul piazzale all'epoca della costruzione della nuova chiesa, intorno al mwaqg1710. Quella collocata sul lato a sud cadde, sradicata dal vento, nel 1801. La quercia superstite, sull'angolo nord della chiesa, aveva una circonferenza alla base di otto metri e undici rami, disposti simmetricamente a più di quattro metri da terra. Il grande albero fu tenacemente difeso dagli abitanti di Murta quando alla fine del Settecento i soldati napoleonici avrebbero voluto abbatterlo per farne legname da costruzione.cite-ref-persoglio-13-6[13] In particolari occasioni tra i rami di quest'albero era allestito un originale punto di ristoro, come avvenne nel mwaq01897, nel 15º centenario della morte di San Martino di Tours; già in fase di decadenza negli mwaq4anni trenta del Novecentocite-ref-lamponi-15-3[15], crollò definitivamente la notte tra il 28 ed il 29 agosto 1948, a causa di un forte temporale.
Cimitero e roseto
Il cimitero di Murta fu benedetto il 4 settembre mwaru1835 dal Prevosto Marchese. Responsabili dei lavori furono l’Architetto Orsolino e l’impresario Maestro Antonio Barabino. L’area cimiteriale fu delimitata da mura e all’interno furono, con il tempo, realizzati una cappella mortuaria e un ossario. Al suo interno si trovano numerosi manufatti artistici che propongono la simbologia funeraria tipica dei mwarycimiteri ottocenteschi e molte lapidi con bassorilievi o incisioni floreali. La maggior parte delle sepolture risale alla seconda metà del 1800 e ai primi anni del 1900. Tra le sepolture più notabili, quella di Maria Antonietta Massuccone Mazzini, sorella di mwargGiuseppe Mazzini.
All'ingresso del cimitero si trova un portale costruito nel 1835 con una mwaroforma neoclassica. Al centro del cimitero si trova una mwarscroce celtica non molto comune nei cimiteri cattolici. All'interno del cimitero si trova una clessidra alata che simboleggia l’incessante passaggio del tempo.
Il cimitero rimase in stato di abbandono fino al 2019, quando un gruppo di volontari del posto decise di ristrutturarlo e di realizzare all'interno un mwar4roseto. Infatti il Cimitero di Murta ospita una collezione botanica che raggruppa alcuni esemplari di rose discendenti da quelle introdotte dalla mwar8Cina, ufficialmente, a fine ‘700.cite-ref-17[17]
Architetture civili
Palazzi di villa
Lo sviluppo delle ville di campagna, appartenenti alle famiglie aristocratiche cittadine, comune a tante località negli immediati dintorni di mwatkGenova, ebbe il suo culmine tra il Seicento e il Settecento. Nella Val Polcevera, la collina di Murta fu una delle località preferite per il soggiorno estivo da molte di queste famiglie, che vi fecero costruire sontuose dimore di villeggiatura. Come accennato, il fenomeno proseguì ancora nell'Ottocento, favorito dall'apertura della ferrovia, che accorciava sensibilmente il tempo necessario per raggiungere da Genova le colline polceverasche e migliorava il comfort del viaggio; i villini sorti in questo periodo, di proprietà di ricche famiglie borghesi, non raggiunsero tuttavia lo sfarzo delle antiche ville patrizie. Tra le molte ville ubicate sulla collina di Murta si possono citare:
• Palazzo Bonarota (noto come mwatwVilla Clorinda), costruito nel mwat0XVII secolo, sorge in posizione dominante sulla Val Polcevera, nei pressi del borgo di Lastrico; appartenne a diverse ricche famiglie genovesi (Bonarota, Doria e Costa) e oggi, con la ristrutturazione degli mwat4anni ottanta, dopo anni di abbandono, è stato trasformato in condominio signorile, con un ampio parco. Nel 1747, durante l'occupazione austriaca della Valpolcevera, fu sede dello stato maggiore degli occupanti.
• Palazzo Noli-Prato-Cerruti (noto come mwauaVilla Paola), settecentesco, immerso in un ampio parco alberato, ancora oggi ben conservato; secondo il Persoglio era mwaue"forse il più bello per architettura, per giardini e viali, per prospettiva, di quanti sono in Murta". Oggi è un condominio signorile.
• Palazzo Deferrari, seicentesco, sorge immediatamente dietro alla chiesa; restaurato nel mwaumSettecento, dopo che era stato incendiato dagli austriaci nel 1747, disponeva di un ampio parco, sulla cui area oggi sorgono alcune moderne palazzine.
• Palazzo Badaracco, nella località Ceriotti, nei pressi del torrente Trasta, settecentesco, oggi in stato di degrado. Il Persoglio afferma che all'interno si trovavano mwauuaffreschi con figure mitologiche e nella cappella, dedicata a mwauySant'Antonio, due pregevoli mwaucbassorilievi in gesso.
• Palazzo Fontana, costruito nel 1857, sul colle a monte di mwaukVilla Clorinda, è una delle più pregevoli tra le residenze ottocentesche.
A queste ville si possono aggiungere anche le residenze che si trovano o si trovavano nella parte più bassa della collina, oggi considerata parte integrante di Bolzaneto, ma che storicamente apparteneva alla parrocchia di Murta. Tra questi degni di nota i palazzi Rivarola-Drago e Pareto-Pozzoni, la palazzina Debarbieri e gli scomparsi palazzi Mari-Debarbieri e Serra-Molinari.
Eventi
Mostra della zucca
Il paese di Murta è famoso per la sagra della mwawgzucca chiamata mwawkMostra dall'A... alla Zucca, la prima di questo genere di sagre in Italia. Si svolge per due fine settimana consecutivi, in occasione della festa patronale di San Martino, intorno alla metà del mese di novembre.
Questa sagra ospita un'interessante esposizione di zucche, da quelle più classiche a quelle più strane ed esotiche ed al termine sono premiate la zucca più grande, la zucca più lunga e quella più strana. In occasione della mostra si possono gustare diversi piatti e bevande a base di zucca, serviti in appositi stand: frittelle di zucca dolci e salate, panini di zucca dolci, torta di zucca e grappa alla zucca.
Economia
Oggi Murta è quasi esclusivamente un centro residenziale, i cui abitanti per la maggior parte lavorano in aziende della Val Polcevera e di Genova.
Agricoltura
Fino al mwaxwsecondo dopoguerra l'economia locale era basata sull'mwax0agricoltura, favorita dall'esposizione a sud dei versanti collinari; molto rinomato era il mwax4vino bianco Polcevera, prodotto ancora oggi, anche se in quantità limitata. Dell'antica economia agricola restano intorno alle case piccoli orti e vigneti, coltivati dai residenti soprattutto ad uso personale.
Altra attività economica del passato fu quella legata ai numerosi mwayamolini che sfruttando le acque dei rivi che attraversano il territorio, macinavano cereali o producevano forza motrice idraulica per aziende tessili o meccaniche. Questi mulini erano presenti soprattutto sul versante a nord della collina, nella valle del torrente chiamato appunto Molinassi; alcune case della località Carpinello sono antichi mulini, oggi trasformati in abitazioni.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Murta è collegata con la stazione ferroviaria di mwaykBolzaneto, che dista 2,5mwayo km dal centro del paese, dalla linea di autobus 74 della rete urbana di Genova. La principale via di accesso da Bolzaneto era dal 1854 il ponte San Francesco, costruito nei pressi della mwaysstazione ferroviaria sul nuovo alveo del Polcevera. Negli mwaywanni 2010 il traffico stradale è stato convogliato sui due nuovi ponti intitolati alla mway04ª Divisione alpina "Cuneense" e a Luigi Ratto, allo scopo di eliminare il mway4passaggio a livello che dalla stazione ferroviaria immetteva sul ponte San Francesco. Quest'ultimo è stato pedonalizzato e collegato con il centro di Bolzaneto tramite un mway8sottopasso pedonale sotto la ferrovia.cite-ref-18[18]
La strada che collega Murta a Bolzaneto, costruita intorno al 1880, nella parte più bassa porta il nome di Antonietta Massuccone Mazzini, sorella maggiore di mwazuGiuseppe Mazzini, che qui possedeva una casa di campagna, mentre il tratto finale è intitolato al doge mwazyGiovanni da Murta.
Prima della costruzione della strada per arrivare a Murta esistevano diverse mwazgmwazkcrêuze, mattonate o acciottolate, ancora oggi percorribili, che risalivano la collina tra gli alti muri che cingevano le ville. Da sud verso nord, le principali di queste vie sono mwazovia Monfenera, dalla località mwazsTrasta, mwazwSalita inferiore di Murta e mwaz0Salita Murta da Bolzaneto e, sempre da Bolzaneto, con inizio nei pressi del ponte intitolato alla mwaz44ª Divisione alpina "Cuneense", la ripida mwaz8via Pino di Murta, che nella parte alta prende il nome di mwaaavia Pozzoni.
Il casello autostradale più vicino è quello di Bolzaneto, sull'mwaaiAutostrada A7, a 3mwaam km dal centro del paese.
La Gronda di Ponente
Nonostante la relazione conclusiva evidenzi che nessun tracciato sia emerso ed anzi vi si dia ampio spazio ai cittadini contrari all'operacite-ref-19[19], mwaaoAutostrade per l'Italia al termine del mwaasdibattito pubblico indetto dal comune di Genova in merito al progetto della mwaawGronda di Ponente per realizzare il nuovo collegamento tra le autostrade mwaa0A7, mwaa4A10 e mwaa8A12, ha comunque individuato una soluzione che coinvolge la zona di Bolzaneto, prevedendo un mwabaviadotto sul Polcevera all'uscita della lunga mwabegalleria proveniente da mwabiVoltri, che passerebbe sotto la collina di Murta.cite-ref-20[20]
Il progetto, non ancora formalizzato a distanza di anni dal dibattito pubblico per la contrapposizione fra forze politiche favorevoli e contrarie, vede anche l'opposizione da parte di gruppi di cittadini delle zone interessate, costituitisi in comitati "No Gronda" e decisi a contrastare la realizzazione dell'opera.cite-ref-polcevera-blogspot-com-10-1[10]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]
Note
cite-note-11. mwac4mwac8mwadaPopolazione della parrocchia di S. Martino di Murta (Dati dell'Istituto sostentamento per il clero), su mwadechiesacattolica.it. mwadiURL consultato il 14 marzo 2011.
cite-note-22. Non sono disponibili altri dati ufficiali perché Murta non costituisce un’entità amministrativa autonoma, ma nell'ambito del comune di Genova è parte integrante dell'unità urbanistica di Bolzaneto; il dato riportato è riferito alla popolazione della sola parrocchia di S. Martino, ed è sottostimato perché parte del territorio di Murta è compreso in altre parrocchie (v. anche sezione mwadyTerritorio).
cite-note-33. ↑ mwadomwadsmwadwCarta del territorio di Murta allegata al libro "Memorie della parrocchia di Murta in Polcevera" di L. Persoglio (1873), su mwad0topographia.it.
cite-note-44. ↑ Confine tra i comuni di Genova e Ceranesi.
cite-note-55. ↑ La miniera di monte Ramazzo, la più antica della Liguria, era sfruttata fin dal mwaeqXV secolo per estrarre mwaeusolfato di rame e di mwaeyferro, e nella prima metà dell'Ottocento anche del mwaecsolfato di magnesio di ottima qualità. Oggi l'area, in seguito assegnata alla circoscrizione di mwaegSestri Ponente, è in gran parte occupata dalla grande mwaekdiscarica comunale di Scarpino.
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cite-note-88. ↑ Nei pressi della miniera si trovava la cosiddetta "Pria Scugente" (pietra scivolosa), una grande roccia mwaf8serpentinosa di forma convessa, liscia e rilucente, oggi sepolta sotto la discarica. mwaga mwagi«Nel versante a ponente è notabile un'ampia pietra detta Pria scûggente, perché levigata naturalmente a formare un piano inclinato sdrucciolevole.» mwagm(mwagqLuigi Persoglio, "Memorie della parrocchia di Murta in Polcevera", 1873)
cite-note-99. ↑ Sito Internet dell'Arcidiocesi di Genova.
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cite-note-1212. ↑ mwahcSacerdote e storico locale, autore del libro "Memorie della Parrocchia di Murta in Polcevera dal 1105 al 1873", basato su documenti conservati nell'mwahgarchivio parrocchiale, che fornisce preziose informazioni sulle vicende storiche del paese.
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cite-note-lamponi-1515. ↑ M. Lamponi, "Bolzaneto, ieri, oggi e..."
cite-note-1616. ↑ «Vista la domanda a Noi sporta dalla maggioranza degli elettori della frazione di Murta, per ottenere che la frazione stessa sia staccata dal Comune di Rivarolo Ligure ed unita a quello di Bolzaneto. Abbiamo decretato e decretiamo: è autorizzato il distacco della frazione di Murta dal Comune di Rivarolo Ligure per essere aggregata a quello di Bolzaneto.». mwajsVittorio Emanuele II, mwajwFirenze, addì 26 settembre 1869
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Bibliografia
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• mwanuM. Lamponi, Bolzaneto, ieri oggi e ..., Genova, Riccardo Rossi Editore, 2008.
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• mwankGuida d’Italia - Liguria, Milano, TCI, 2009.
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• Bruno Giontoni and Franca Balletti. mwan8Alle origini di una città industriale: Genova e i Comuni del Ponente dalla metà dell'Ottocento agli anni Trenta. Genova: Erga Edizioni, 2021.
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Collegamenti esterni
• mwaooSito ufficiale della Mostra "dall'A... alla Zucca", su murtaezucche.it.
• Sito dedicato al mwaowRoseto di Murta